All’Istituto superiore di scienze religiose un laboratorio teologico-pastorale sulla catechesi degli adulti

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Inizierà mercoledì 5 ottobre il laboratorio teologico-pastorale intitolato «Catechesi degli adulti», che l’Istituto superiore di scienze religiose “Santi Ermagora e Fortunato” propone non soltanto ai suoi studenti, ma a tutti coloro che sono stati chiamati al servizio come catechisti e accompagnatori di quelle persone che, nelle comunità, chiedono i Sacramenti in età adulta.

La principale finalità del laboratorio consiste nella formazione dei catechisti che, nelle foranie, si occuperanno di accompagnare gli adulti che si avvicinano alla fede cattolica. Si tratta, quindi, di integrare catecumenato, iniziazione cristiana e risveglio della fede, intrecciandoli per formare, nelle comunità, testimoni significativi e annunciatori credibili del Vangelo per il nostro tempo.

Dal punto di vista contenutistico, il laboratorio analizzerà le schede dell’Itinerario catechistico dell’Arcidiocesi di Udine per il catecumenato degli adulti; da questi materiali si metteranno in luce elementi di cristologia e teologia, da tradurre poi nell’esperienza sacramentale dei “ricomincianti della fede”.

Il docente del laboratorio sarà il padre stimmatino Francesco Rossi, che è anche direttore del Servizio diocesano per il catecumenato.

Il laboratorio si svolgerà presso i locali dell’Istituto superiore di scienze religiose di Udine, in viale Ungheria n. 22, il mercoledì dalle 20.00 alle 21.30.

Il laboratorio è aperto anche in modalità DAD (Didattica a distanza), collegandosi da casa con l’Istituto di scienze religiose.

 

Per iscriversi al laboratorio

Per partecipare al laboratorio è necessario contattare la segreteria dell’Istituto superiore di scienze religiose, aperta nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 16.00 alle 18.30. Si può far riferimento al numero di telefono 0432.298120 o all’indirizzo e-mail info@issrermagoraefortunato.it. La segreteria riceve solo su appuntamento.

In accordo con il Servizio diocesano per il catecumenato, per gli operatori pastorali la frequenza al corso è gratuita.

 

Catechesi degli adulti: indicazioni normative diocesane

La Nota pastorale «Verso la piena maturità in Cristo», pubblicata dall’Arcidiocesi udinese nel dicembre 2018, offre alcune indicazioni normative in merito alla catechesi e all’accompagnamento degli adulti.

In particolare, si afferma come la forania sia il contesto pastorale dove organizzare e proporre un cammino adeguato. «In ognuna – si legge nella Nota – si elabori una proposta di percorso plausibile da sottoporre all’attenzione delle Collaborazioni Pastorali in vista della sua attuazione. Questo avvenga indipendentemente da eventuali richieste in atto. Si dia adeguata comunicazione della proposta a tutte le Collaborazioni Pastorali in modo che gli interessati sappiano dove, quando e a chi rivolgersi» (pag. 17).

Riguardo ai catechisti accompagnatori, si afferma che «il responsabile del percorso è un presbitero o diacono incaricato dalla forania. Egli si avvalga di un’“équipe di accompagnatori” che siano possibilmente rappresentativi delle diverse vocazioni ed espressione della comunità (coppia sposi, religiosi, laici) presenti sul territorio. Tale équipe abbia un carattere di sufficiente stabilità nel corso del tempo, onde garantire continuità nella proposta stessa».

Il Servizio diocesano, dal canto suo, garantisce momenti di formazione per gli accompagnatori-catechisti. Nella Nota si chiede di chiarire «fin dall’inizio del percorso il ruolo del padrino/madrina e i requisiti richiesti, al fine di aiutare il candidato nella scelta di un autentico testimone nella fede. Il padrino/madrina condivide – almeno in parte – il percorso stesso, in maniera attiva e responsabile. La comunità cristiana viene coinvolta responsabilmente, accogliendo quanti vivono il percorso di iniziazione cristiana, sostenendoli con la preghiera, condividendo momenti celebrativi e iniziative pastorali adeguate. Infatti essa è il “luogo” dove, alla fine del percorso, i cresimati si ritroveranno a vivere la propria fede e la propria appartenenza ecclesiale».

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